Il Rapporto Italia 2026 dell’Eurispes fotografa una flessione nella presenza degli animali domestici nelle case italiane, dopo la crescita registrata negli anni precedenti. Cani e gatti restano i compagni più diffusi, mentre aumentano le risorse destinate all’alimentazione e alla salute e il ruolo degli animali all’interno delle famiglie appare sempre più centrale
Il rapporto tra italiani e animali domestici continua a rappresentare un importante indicatore dei cambiamenti sociali, economici e culturali del Paese. I dati del Rapporto Italia 2026 dell’Eurispes mostrano infatti una situazione articolata: nel corso dell’ultimo anno è diminuita la percentuale di persone che dichiarano di vivere con almeno un animale, ma chi accoglie un pet sembra destinare risorse sempre maggiori alla sua cura e al suo benessere.
Cosa leggerai nell'articolo:
- Quanti italiani hanno un animale domestico nel 2026?
- In quali aree d’Italia sono più diffusi gli animali domestici?
- Quali sono gli animali domestici più diffusi in Italia?
- Quanto costa mantenere un animale domestico in Italia?
- Per cosa spendono di più gli italiani che hanno un animale?
- Perché gli animali domestici sono sempre più considerati membri della famiglia?
- La diminuzione degli animali domestici nelle case italiane è un segnale di crisi?
- Che cosa raccontano gli animali domestici dei cambiamenti della società italiana?
Quanti italiani hanno un animale domestico nel 2026?
Nel 2026 il 33,7% degli italiani dichiara di avere almeno un animale domestico in casa. Il dato rappresenta una diminuzione rispetto al 2025, quando la percentuale aveva raggiunto il 40,5%, e al 2024, quando si attestava al 37,3%.
La flessione non costituisce però un fenomeno completamente inedito. Secondo l’Eurispes, la presenza degli animali domestici nelle famiglie italiane ha mostrato negli anni un andamento caratterizzato da oscillazioni, con periodi di crescita seguiti da ridimensionamenti.
In quali aree d’Italia sono più diffusi gli animali domestici?
La presenza degli animali domestici varia anche in base alla zona geografica. Nel 2026 la percentuale più elevata si registra nel Centro Italia, dove il 39,7% degli intervistati dichiara di convivere con almeno un animale. Seguono il Nord-Ovest, con il 34,1%, e il Sud, con il 32,5%.
Percentuali inferiori vengono invece rilevate nel Nord-Est, al 30,5%, e nelle Isole, al 29,9%. Le differenze territoriali possono riflettere la diversa struttura dei nuclei familiari, i livelli di reddito e le condizioni abitative, oltre alle specificità culturali dei diversi territori.
Per quanto riguarda la composizione familiare, gli animali domestici risultano particolarmente presenti nelle famiglie monogenitoriali con figli e nelle coppie con figli. I single rappresentano al contrario la categoria che accoglie meno frequentemente un animale, anche perché la gestione quotidiana e i costi di mantenimento possono risultare più impegnativi quando il reddito familiare dipende da una sola persona.
Quali sono gli animali domestici più diffusi in Italia?
Il cane si conferma l’animale domestico più diffuso tra gli italiani. Nel 2026 rappresenta il 41% degli animali presenti nelle case, seguito dal gatto, al 37,1%.
Le altre specie hanno una diffusione decisamente più contenuta. Gli uccelli raggiungono il 4,1%, le tartarughe il 4% e i pesci il 3,3%. Seguono criceti, rettili, conigli, cavalli e animali esotici.
Il dato più interessante riguarda però l’evoluzione recente della presenza dei cani. Dopo una fase di diminuzione iniziata nel 2023, nel 2026 il numero dei proprietari di cani è tornato a crescere, con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente. La presenza dei gatti, invece, è rimasta sostanzialmente stabile.
Cani e gatti continuano quindi a dominare il panorama degli animali da compagnia in Italia, anche se le preferenze mostrano alcune differenze tra uomini e donne: tra chi possiede un animale, gli uomini dichiarano leggermente più spesso di avere un cane, mentre il gatto risulta più frequente tra le donne.
Quanto costa mantenere un animale domestico in Italia?
Il costo della gestione di un animale domestico rappresenta uno degli aspetti più rilevanti del rapporto tra famiglie e pet. Nel 2026 la maggioranza dei proprietari, il 57,9%, dichiara una spesa mensile compresa tra 31 e 100 euro.
In particolare, il 28% spende tra 31 e 50 euro al mese, mentre il 29,9% si colloca nella fascia tra 51 e 100 euro. Il 26,1% sostiene invece spese superiori ai 100 euro mensili e una quota del 2,6% supera i 300 euro.
Il confronto con gli anni precedenti mostra un progressivo ridimensionamento della fascia di spesa più bassa. Nel 2015 quasi la metà degli intervistati, il 45,9%, dichiarava di spendere meno di 30 euro al mese per il proprio animale. Nel 2026 la percentuale è scesa al 16%.
Il dato può essere letto anche alla luce dell’aumento dei costi legati all’alimentazione, alle cure veterinarie e alla crescente attenzione verso la salute e la qualità della vita degli animali. La convivenza con un pet tende infatti a essere considerata sempre meno come una semplice spesa accessoria e sempre più come una responsabilità che richiede un investimento economico costante.
Per cosa spendono di più gli italiani che hanno un animale?
L’alimentazione rappresenta la principale voce di spesa. Più della metà dei proprietari, il 50,8%, dichiara di spendere oltre 50 euro al mese per il cibo del proprio animale.
Anche le cure veterinarie costituiscono una componente significativa dei costi. Il 40,1% degli intervistati dichiara una spesa annuale compresa tra 31 e 100 euro, mentre quasi il 30% supera i 100 euro all’anno per le cure.
Le spese considerate meno essenziali vengono invece generalmente contenute. La maggioranza degli italiani dichiara di spendere meno di 30 euro all’anno per toelettatura, giochi, abbigliamento e servizi come dog sitter o pensioni per animali.
Un fenomeno ancora relativamente limitato riguarda le assicurazioni. Nel 2026 il 16,3% dei proprietari dichiara di avere sottoscritto un’assicurazione sanitaria per il proprio animale, mentre il 19,9% dispone di una polizza per la tutela legale e la responsabilità civile.
Perché gli animali domestici sono sempre più considerati membri della famiglia?
I dati economici si intrecciano con una trasformazione culturale più ampia. Cani, gatti e altri animali domestici vengono sempre più spesso percepiti come componenti effettivi del nucleo familiare e non semplicemente come animali che vivono all’interno dell’abitazione.
Il loro ruolo può essere affettivo, relazionale ed educativo. Nelle famiglie con figli, la convivenza con un animale può rappresentare un’occasione quotidiana per sviluppare attenzione verso gli altri esseri viventi, senso di responsabilità e capacità di prendersi cura.
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Questa trasformazione modifica anche il modo in cui vengono percepite le spese. Per molti proprietari, acquistare alimenti di qualità, sostenere le cure veterinarie o affrontare una spesa imprevista non viene considerato soltanto un costo, ma una forma di responsabilità nei confronti di un animale percepito come parte integrante della famiglia.
La diminuzione degli animali domestici nelle case italiane è un segnale di crisi?
La flessione registrata nel 2026 non può essere interpretata automaticamente come un cambiamento definitivo nelle abitudini degli italiani. La serie storica dell’Eurispes mostra infatti un andamento variabile, con fasi di crescita e successive diminuzioni.
Il dato, tuttavia, evidenzia una possibile tensione tra il desiderio di vivere con un animale e la capacità concreta di sostenerne i costi. In un contesto caratterizzato da una maggiore attenzione alle spese familiari, l’impegno economico necessario per garantire alimentazione, prevenzione e cure può rappresentare un fattore decisivo nella scelta di accogliere un animale.
La riduzione del numero di persone che dichiarano di avere un pet si accompagna però a una maggiore spesa media tra coloro che continuano a vivere con un animale. Questo elemento suggerisce che il rapporto con gli animali domestici non stia necessariamente perdendo importanza, ma possa evolvere verso una convivenza più consapevole e economicamente impegnativa.
Che cosa raccontano gli animali domestici dei cambiamenti della società italiana?
La relazione tra italiani e animali domestici riflette trasformazioni più profonde della società. La crescente attenzione al benessere animale si accompagna alla ridefinizione del concetto di famiglia, alla ricerca di legami affettivi stabili e alla maggiore sensibilità verso la qualità della vita degli animali.
La cosiddetta pet economy rappresenta quindi soltanto una parte del fenomeno. Dietro la crescita delle spese per alimentazione, cure e servizi emerge un cambiamento culturale: gli animali domestici occupano uno spazio sempre più importante nella vita quotidiana e nelle relazioni familiari.
Il 2026 introduce una flessione nella percentuale di italiani che convivono con un animale, ma i dati disponibili non indicano necessariamente un arretramento del legame tra persone e pet. Piuttosto, descrivono una fase di assestamento in cui l’aumento dei costi e la maggiore consapevolezza delle responsabilità legate alla convivenza possono influenzare le decisioni delle famiglie. Il rapporto tra italiani e animali domestici continua così a evolversi insieme alla società, tra affetto, responsabilità e nuove esigenze economiche.

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