Si amplia la rete italiana dedicata allo studio dell’alta atmosfera. Il nuovo Osservatorio Ionosferico dell’INGV di La Spezia permetterà di monitorare in modo continuativo la ionosfera e di approfondire i fenomeni di Space Weather, sempre più importanti per comprendere le variazioni dell’ambiente spaziale e le loro possibili conseguenze sulle comunicazioni radio e sui sistemi satellitari
La Terra non è isolata dall’attività del Sole. Particelle, radiazione e variazioni del campo magnetico provenienti dalla nostra stella interagiscono continuamente con l’ambiente che circonda il Pianeta, modificando anche le condizioni dell’alta atmosfera. È in questo spazio di interazione tra Sole e Terra che si inserisce lo studio dello Space Weather, o meteorologia spaziale.
Per rafforzare il monitoraggio di questi fenomeni, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) inaugurerà giovedì 1° ottobre 2026 un nuovo Osservatorio Ionosferico alla Spezia, presso la Stazione di Sondaggio Ionosferico di via Fabio Filzi 38.
L’infrastruttura sarà dedicata all’osservazione continua della ionosfera e allo studio dei fenomeni di Space Weather, ampliando la rete di osservazione dell’Istituto sul territorio italiano.
Cosa leggerai nell'articolo:
- Che cos’è la ionosfera e perché è importante?
- Che cos’è lo Space Weather?
- Perché un nuovo osservatorio a La Spezia?
- Come vengono utilizzati i dati della ionosfera?
- Una collaborazione tra ricerca scientifica e territorio
- Dalla storia dell’INGV alla meteorologia spaziale
- Perché monitorare il Sole significa anche proteggere le infrastrutture terrestri?
Che cos’è la ionosfera e perché è importante?
La ionosfera è una regione dell’alta atmosfera terrestre caratterizzata dalla presenza di particelle elettricamente cariche. La sua struttura non è immutabile: varia in funzione dell’ora, della stagione, dell’attività solare e di altri fenomeni che interessano l’ambiente geospaziale.
Queste variazioni hanno conseguenze anche sulla propagazione delle onde radio. Per questo motivo studiare la ionosfera non significa soltanto osservare una regione remota dell’atmosfera, ma comprendere un ambiente dal quale dipendono alcuni sistemi tecnologici utilizzati quotidianamente.
L’INGV effettua da decenni misure ionosferiche attraverso strumenti come le ionosonde, sistemi che utilizzano onde radio ad alta frequenza per analizzare la struttura della ionosfera e ricavare informazioni sulla distribuzione dell’ionizzazione alle diverse quote. I dati raccolti vengono successivamente elaborati e utilizzati anche per studiare la propagazione delle comunicazioni radio in banda HF.
Che cos’è lo Space Weather?
Con il termine “Space Weather” si indica l’insieme delle condizioni fisiche dell’ambiente spaziale influenzate soprattutto dall’attività solare e le loro interazioni con la Terra.
Tra i fenomeni che possono contribuire a modificarlo rientrano i brillamenti solari, le espulsioni di massa coronale e i flussi di vento solare ad alta velocità. Quando queste perturbazioni raggiungono l’ambiente circumterrestre, possono modificare la magnetosfera e l’alta atmosfera.
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Gli effetti non riguardano necessariamente la vita quotidiana in modo diretto, ma possono interessare sistemi tecnologici particolarmente sensibili alle variazioni dell’ambiente spaziale. L’INGV indica, tra gli ambiti potenzialmente coinvolti, le comunicazioni radio, la navigazione satellitare, l’osservazione della Terra, alcune infrastrutture energetiche e i trasporti.
Per questo il monitoraggio non ha soltanto un valore scientifico. Osservare tempestivamente le variazioni della ionosfera e del campo geomagnetico permette infatti di comprendere meglio le condizioni che possono influenzare il funzionamento di determinati sistemi tecnologici.
Perché un nuovo osservatorio a La Spezia?
L’inaugurazione della struttura spezzina rafforza la capacità dell’INGV di osservare la ionosfera attraverso una rete distribuita geograficamente.
Gli osservatori ionosferici consentono di raccogliere misure che vengono successivamente analizzate, archiviate e condivise anche nell’ambito di progetti e collaborazioni scientifiche internazionali. La distribuzione delle stazioni a diverse latitudini permette inoltre di confrontare comportamenti ionosferici differenti e di studiare l’evoluzione dell’alta atmosfera su scale spaziali più ampie.
La nuova infrastruttura si affianca agli osservatori italiani di Roma e Gibilmanna, in Sicilia. L’Osservatorio di Roma dispone di una lunga serie storica di osservazioni dell’alta atmosfera ionizzata, mentre quello di Gibilmanna, attivo dal 1976, occupa una posizione particolarmente favorevole per le osservazioni grazie alla quota e al basso rumore elettromagnetico del sito.
La Spezia entra così in una rete che permette di osservare in maniera più articolata la risposta della ionosfera alle variazioni dell’ambiente spaziale.
Come vengono utilizzati i dati della ionosfera?
Uno degli aspetti più importanti delle osservazioni ionosferiche riguarda la radiopropagazione. La ionosfera può infatti riflettere e modificare la propagazione delle onde radio, con effetti che dipendono dalle condizioni dell’atmosfera ionizzata.
L’INGV utilizza le osservazioni per valutare, tra le altre cose, l’affidabilità delle comunicazioni radio in banda HF e le condizioni che possono influenzare i sistemi globali di navigazione satellitare, come GPS, GLONASS e Galileo. L’Istituto monitora inoltre le scintillazioni ionosferiche, fenomeni che possono produrre variazioni rapide nei segnali satellitari.
Le informazioni raccolte possono quindi contribuire sia alla ricerca fondamentale sia allo sviluppo di prodotti e servizi di monitoraggio destinati a settori nei quali la qualità delle comunicazioni e del posizionamento è particolarmente importante.
Una collaborazione tra ricerca scientifica e territorio
La cerimonia di inaugurazione del nuovo osservatorio si svolgerà alle ore 11 presso la Stazione di Sondaggio Ionosferico INGV di via Fabio Filzi 38, alla presenza dei vertici dell’Istituto, di rappresentanti delle amministrazioni locali e delle autorità militari del territorio.
Alla giornata parteciperanno anche esponenti dell’Istituto culturale Associazione Astrofili Spezzini®, che ospita l’Osservatorio in un immobile di proprietà dell’associazione.
La collaborazione proseguirà con un seminario di approfondimento scientifico previsto alle ore 12 nella sede dell’Associazione, in via Pietro M. Beghi 21. L’iniziativa rappresenta anche un esempio di come la ricerca scientifica possa incontrare le realtà culturali locali, favorendo la diffusione della conoscenza astronomica e geofisica.
“L’inaugurazione del nuovo Osservatorio Ionosferico della Spezia rappresenta un ulteriore passo nel potenziamento della rete osservativa dell’INGV e rafforza la nostra capacità di studiare e monitorare i fenomeni dello Space Weather, sempre più rilevanti per una società fortemente dipendente dalle tecnologie e dai sistemi di comunicazione – dichiara il Presidente dell’INGV, Fabio Florindo –. La collaborazione con l’Istituto culturale Associazione Astrofili Spezzini® rappresenta inoltre un esempio virtuoso di sinergia con il territorio, capace di coniugare ricerca scientifica, osservazione e diffusione della conoscenza“.
Dalla storia dell’INGV alla meteorologia spaziale
Lo studio dell’ambiente ionosferico e spaziale appartiene alla storia dell’Istituto Nazionale di Geofisica fin dalle sue origini. Nel corso dei decenni, l’osservazione dell’alta atmosfera è diventata un settore in cui la ricerca scientifica e le applicazioni operative procedono parallelamente.
L’attività dell’INGV comprende non soltanto gli osservatori ionosferici, ma anche una rete di osservatori geomagnetici e diverse stazioni dedicate allo studio delle scintillazioni ionosferiche. L’insieme di queste infrastrutture permette di seguire differenti aspetti dell’interazione tra attività solare, magnetosfera, ionosfera e superficie terrestre.
I dati raccolti vengono inoltre utilizzati per prodotti di monitoraggio dello Space Weather. L’INGV mette a disposizione osservazioni ionosferiche in tempo reale e sviluppa strumenti utili a descrivere le condizioni dello spazio circumterrestre.
Perché monitorare il Sole significa anche proteggere le infrastrutture terrestri?
La meteorologia spaziale mostra quanto siano strettamente correlati fenomeni che avvengono a milioni di chilometri dalla Terra e sistemi tecnologici presenti sulla sua superficie.
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Un’attività solare intensa può infatti modificare in tempi relativamente brevi le condizioni della magnetosfera e della ionosfera. Non tutti gli eventi producono conseguenze significative, ma alcuni possono interferire con comunicazioni radio, navigazione satellitare e altri sistemi tecnologici.
Per una società sempre più dipendente da infrastrutture digitali e satellitari, disporre di osservazioni continue significa quindi costruire una conoscenza più precisa dell’ambiente nel quale queste tecnologie devono funzionare.
Il nuovo Osservatorio Ionosferico della Spezia si inserisce proprio in questa prospettiva: osservare, comprendere e trasformare i dati scientifici in strumenti utili alla prevenzione e alla gestione dei possibili effetti dello Space Weather.

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