Che cos'è il Protocollo di Kyoto
Ambiente

Che cos’è il Protocollo di Kyoto e cosa prevede

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Il primo accordo internazionale vincolante per la riduzione dei gas serra nasce alla fine degli anni Novanta nell’ambito della Convenzione quadro sul clima

Il cambiamento climatico è una delle grandi sfide ambientali della nostra epoca: l’aumento delle emissioni di gas serra causato dalle attività umane altera l’equilibrio del sistema climatico terrestre, con effetti come l’innalzamento dei mari, eventi meteorologici estremi più frequenti e impatti su ecosistemi e società.

In questo contesto, il Protocollo di Kyoto ha rappresentato un primo tentativo di risposta concertata da parte della comunità internazionale, ponendo per la prima volta obblighi giuridici di riduzione delle emissioni per un gruppo di Paesi industrializzati.

Che cos’è il Protocollo di Kyoto

Il Protocollo di Kyoto è stato il primo trattato internazionale che ha fissato obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni di gas serra per i Paesi industrializzati, segnando una svolta nella governance globale del cambiamento climatico.

Adottato nella città giapponese di Kyoto nel dicembre 1997 e entrato in vigore nel febbraio 2005, il Protocollo è stato concepito per tradurre in impegni concreti gli obiettivi generali della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), firmata nel 1992.

Dati globali aggiornati sul clima e sulle emissioni

Negli ultimi decenni le emissioni globali di gas serra sono continuate a crescere nonostante gli sforzi diplomatici e politici, con aumenti anche dopo i principali trattati internazionali sul clima. Secondo stime recenti dell’IPCC e delle principali agenzie ambientali, le emissioni globali sono attualmente ancora in aumento, anche se a un ritmo più lento rispetto al passato.

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Il quadro evidenzia come, pur con progressi in alcune aree del Pianeta, le emissioni complessive non siano ancora allineate alle traiettorie compatibili con i target climatici stabiliti a livello internazionale, quali limitare l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2 °C rispetto ai livelli preindustriali.

Gli obiettivi del Protocollo di Kyoto

Il Protocollo di Kyoto è un accordo internazionale vincolante che ha posto per la prima volta obiettivi quantificati di riduzione dei gas serra per i Paesi più sviluppati. Nella sua struttura si basa sui principi della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e sulla logica secondo cui i Paesi con economie avanzate e storicamente responsabili della maggior parte delle emissioni devono assumersi responsabilità maggiori.

Nel dettaglio, il Protocollo ha fissato target di riduzione delle emissioni di gas serra (come anidride carbonica, metano, protossido di azoto e altri sei gas) da raggiungere rispetto ai livelli del 1990, con un periodo di adempimento iniziale che va dal 2008 al 2012. Tali impegni erano vincolanti per 37 Paesi industrializzati e per l’Unione Europea, mentre molti Paesi in via di sviluppo non avevano obblighi vincolanti in questa fase.

Meccanismi e strumenti previsti dal Protocollo

Per aiutare i Paesi a raggiungere i propri obiettivi di riduzione dei gas serra, il Protocollo di Kyoto ha introdotto meccanismi di flessibilità che consentivano di ottenere risultati ambientali in modo più efficiente attraverso cooperazioni internazionali. Tra questi strumenti vi erano scambi di emissioni, che permettevano a Stati con riduzioni eccedenti di vendere crediti ad altri in ritardo, il Clean Development Mechanism (CDM), che favoriva investimenti in progetti a basse emissioni nei Paesi in via di sviluppo, e l’iniziativa congiunta (Joint Implementation) tra Paesi industrializzati per progetti di riduzione.

Questi strumenti riflettevano un’idea innovativa: non solo ridurre emissioni internamente, ma anche valorizzare progetti e investimenti che producono benefici climatici in altri contesti, incentivando così un’azione globale più ampia.

Limiti ed evoluzione dell’accordo

Nonostante l’importanza storica, il Protocollo di Kyoto ha affrontato critiche e sfide che ne hanno limitato l’efficacia in termini di impatto climatico complessivo. Alcuni grandi emettitori, come gli Stati Uniti, non lo hanno ratificato, mentre altri Paesi hanno abbandonato gli impegni nel tempo.

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Per questo motivo, il Protocollo è stato sostituito e ampliato dall’Accordo di Parigi del 2015, che richiede impegni di riduzione delle emissioni da parte di tutti i Paesi, comprese le economie in rapido sviluppo, e introduce un sistema di revisione periodica degli obiettivi.

Il lascito del Protocollo di Kyoto

Il Protocollo di Kyoto ha segnato un passaggio fondamentale nel diritto climatico internazionale: ha trasformato la consapevolezza scientifica sui cambiamenti climatici in obblighi giuridici concreti, stabilendo un quadro di cooperazione multilaterale su scala globale.

Questo lascito ha influenzato profondamente gli accordi successivi, compreso il più recente Accordo di Parigi, che mira a coinvolgere l’intero pianeta nella lotta al riscaldamento globale.

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