Quali colori possono assumere le nane bianche?
Lifestyle - Tecnologia e Scienze

Verde, rosa, viola e giallo: i colori sorprendenti delle nane bianche

Tempo di lettura: 3 minuti

Le nane bianche sono tra i resti più estremi dell’evoluzione stellare. Un nuovo studio mostra che alcune di esse, grazie alla particolare composizione e densità delle loro atmosfere, potrebbero apparire all’occhio umano con colori molto diversi dal bianco che suggerisce il loro nome

Le nane bianche sono considerate tra gli oggetti più affascinanti dell’Universo. Sono ciò che rimane di stelle simili al Sole dopo la fine della loro evoluzione e, nonostante le dimensioni relativamente ridotte, concentrano una quantità enorme di materia in uno spazio ristretto.

Il loro nome richiama una luce bianca o azzurrognola. Ma questa descrizione non racconta tutta la loro varietà cromatica. Un nuovo studio dell’Università di Warwick, pubblicato sulla rivista RAS Techniques and Instruments, mostra infatti che alcune nane bianche potrebbero apparire, se osservate abbastanza da vicino, verdi, rosa, viola, gialle o ciano.

Perché le nane bianche possono avere colori diversi?

Nelle stelle comuni il colore percepito è legato soprattutto alla temperatura della loro superficie. Le stelle più calde tendono verso il bianco-azzurro, mentre quelle più fredde assumono tonalità progressivamente più calde, fino all’arancione e al rosso.

Le nane bianche, però, rappresentano un caso particolare. La loro materia è compressa in condizioni estreme e le atmosfere delle nane bianche più fredde possono raggiungere densità prossime a un grammo per centimetro cubo.

In un ambiente così denso, la presenza anche di piccole quantità di elementi chimici come carbonio, calcio e sodio può modificare profondamente il modo in cui la luce attraversa l’atmosfera. Le interazioni tra questi elementi e il plasma circostante possono ampliare l’assorbimento della luce a determinate lunghezze d’onda, alterando il colore complessivo percepito.

Come fanno gli astronomi a stabilire il colore di una stella così lontana?

Queste tonalità non sono state fotografate direttamente come apparirebbe una nana bianca osservata da vicino. Le nane bianche sono troppo lontane e troppo piccole nel cielo per poter essere normalmente risolte come veri e propri dischi colorati.

Gli astronomi possono però analizzare la loro luce attraverso lo spettro elettromagnetico. La spettroscopia permette di scomporre la luce nelle diverse lunghezze d’onda, fornendo una sorta di impronta digitale della stella.

Attraverso modelli delle atmosfere stellari e della percezione cromatica umana, i ricercatori possono quindi calcolare quale colore avrebbe quella luce per un osservatore abbastanza vicino da poter distinguere il disco della stella.

Qual è la nana bianca che potrebbe apparire verde?

Uno degli esempi più sorprendenti analizzati dai ricercatori è WD J1330+6435. Questa nana bianca relativamente fredda presenta nella propria atmosfera elementi provenienti, secondo l’interpretazione dello studio, dal materiale roccioso del sistema planetario che la circonda o che l’ha circondata in passato.

Tra questi elementi figurano calcio, litio e soprattutto sodio. L’elevata densità atmosferica modifica il comportamento dell’assorbimento della luce da parte del sodio. Il risultato, secondo i modelli, è una tonalità verde tendente al chartreuse.

Perché alcune nane bianche possono apparire rosa o viola?

Un’altra categoria comprende le nane bianche nelle cui atmosfere è presente carbonio. In alcuni casi, il raffreddamento della stella permette ai processi convettivi di trasportare verso gli strati esterni materiale proveniente dalle regioni più profonde.

L’Italia e il Cile si uniscono per proteggere il cielo stellato: nasce un’alleanza internazionale contro l’inquinamento luminoso

Il carbonio può quindi raggiungere l’atmosfera e formare molecole capaci di assorbire ampie porzioni dello spettro visibile. Il risultato può essere una colorazione percepita come rosa o viola.

Le nane bianche sono davvero bianche?

Nonostante la varietà cromatica individuata dallo studio, la risposta generale è sì. I ricercatori hanno analizzato un campione locale di 151 nane bianche e hanno trovato che la maggior parte presenta caratteristiche cromatiche compatibili con una percezione sostanzialmente bianca.

La temperatura di colore mediana del campione è risultata intorno ai 6800 kelvin. Solo una piccola parte degli oggetti analizzati mostra deviazioni cromatiche particolarmente evidenti.

Che cosa raccontano i colori delle nane bianche sull’evoluzione delle stelle?

Il colore non è soltanto una caratteristica estetica. Può diventare uno strumento per comprendere la storia di una stella e del sistema planetario che l’ha accompagnata.

Le nane bianche sono il risultato finale dell’evoluzione di molte stelle di massa relativamente simile a quella del Sole. Quando una stella di questo tipo esaurisce il combustibile nucleare, espelle gli strati esterni e lascia dietro di sé un nucleo estremamente denso e caldo.

Durante il successivo raffreddamento, la composizione della sua atmosfera può conservare tracce dell’evoluzione della stella e persino del materiale proveniente dall’ambiente circostante.

Perché questa scoperta cambia l’immagine delle nane bianche?

Le nane bianche sono spesso rappresentate come piccoli oggetti bianchi o azzurri che segnano la fase conclusiva della vita delle stelle simili al Sole. Il nuovo studio mostra invece un quadro molto più articolato.

La temperatura rimane fondamentale, ma nelle atmosfere estremamente dense entrano in gioco anche la composizione chimica e i complessi processi di assorbimento della luce. Questo permette alla natura di produrre tonalità che non ci aspetteremmo osservando il semplice rapporto tra temperatura e colore.

La scoperta della possibile nana bianca verde è quindi interessante non soltanto per la sua spettacolarità. Dimostra ancora una volta come condizioni fisiche estreme possano produrre fenomeni difficili da intuire partendo dall’esperienza quotidiana.

[Cover Image generata da AI]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *