Il Dipartimento della Protezione Civile e la Regione Friuli-Venezia Giulia presentano l’edizione speciale per il 50° anniversario del sisma
In occasione del 50° anniversario del terremoto del Friuli, il Dipartimento della Protezione Civile e la Regione Friuli-Venezia Giulia promuovono un’edizione speciale della serie a fumetti “L’attimo decisivo” rivolta alle scuole secondarie di primo grado del territorio.
“L’urlo dell’Orcolat” propone una narrazione originale del sisma del 6 maggio 1976, in cui il linguaggio del fumetto si intreccia con i racconti popolari friulani e la documentazione storico-fotografica dell’epoca. Il risultato è un racconto accessibile e coinvolgente, capace di avvicinare studenti e studentesse alla storia sismica del territorio e di favorire una maggiore consapevolezza del rischio.
Cosa leggerai nell'articolo:
L’Orcolat e Giuseppe Zamberletti: simboli e protagonisti del terremoto del Friuli
Protagonista e narratore è l’Orcolat, figura leggendaria della tradizione friulana: un gigante roccioso che, secondo il folklore, scuote le montagne generando distruzione e paura. Sarà proprio lui a guidare il lettore attraverso gli eventi, svelando la sua vera natura, fino all’incontro con uno dei suoi principali “antagonisti”: Giuseppe Zamberletti, figura chiave nella gestione dell’emergenza e della ricostruzione, le cui intuizioni avrebbero contribuito negli anni alla nascita del moderno sistema di protezione civile italiano.
Uno strumento didattico per le scuole
Il fumetto è anche uno strumento didattico pensato per supportare gli insegnanti nelle attività di educazione civica, storia e scienze naturali e per promuovere, in occasione dell’anniversario del terremoto, letture condivise utili a stimolare il confronto in classe su temi centrali come la memoria storica, il rischio sismico e i comportamenti da adottare per prevenire o ridurre gli effetti di un terremoto.
Cosa fare in caso di alluvione: i consigli della Protezione Civile
“L’urlo dell’Orcolat” è anche il primo numero della nuova collana “L’Equazione racconta”, lo spin-off del progetto multidisciplinare “L’attimo decisivo”, dedicato agli eventi più significativi della storia della protezione civile italiana.
Il progetto “L’attimo decisivo”
“L’attimo decisivo” è realizzato dal Dipartimento della Protezione Civile e promosso dal Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, con l’obiettivo di portare la cultura della protezione civile tra i banchi di scuola.
Tutti i fumetti e le risorse didattiche sono disponibili sul sito dedicato.
Box di approfondimento: il terremoto del Friuli del 1976
Il terremoto del Friuli del 1976 rappresenta uno degli eventi sismici più gravi della storia recente italiana. La prima e più violenta scossa avvenne la sera del 6 maggio 1976, con epicentro nell’area tra Gemona del Friuli, Venzone e Osoppo. La magnitudo fu di circa 6.5 della scala Richter e causò distruzioni diffuse in gran parte del Friuli.
Il bilancio fu drammatico: quasi 1.000 vittime, migliaia di feriti e oltre 100.000 sfollati. Interi paesi vennero rasi al suolo o gravemente danneggiati, con un impatto profondo non solo sul tessuto urbano, ma anche su quello sociale ed economico del territorio.
Nei mesi successivi si verificarono numerose repliche, alcune particolarmente forti, come quelle di settembre dello stesso anno, che aggravarono ulteriormente i danni e resero ancora più complessa la gestione dell’emergenza.
Il terremoto del Friuli segnò un punto di svolta nella gestione delle calamità in Italia. L’organizzazione dei soccorsi, la collaborazione tra istituzioni e cittadini e il modello di ricostruzione — basato sul coinvolgimento diretto delle comunità locali — divennero un esempio virtuoso a livello nazionale e internazionale.
Figura centrale di questa fase fu Giuseppe Zamberletti, che coordinò gli interventi di emergenza e contribuì a gettare le basi per la nascita del moderno sistema di protezione civile italiana.
Ancora oggi, il terremoto del Friuli viene ricordato non solo per la tragedia che ha rappresentato, ma anche per la straordinaria capacità di reazione e ricostruzione dimostrata dalle comunità locali, diventando un simbolo di resilienza e solidarietà.
[Cover Image generata da AI]

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