Veterinaria sociale, prevenzione dell’abbandono e tutela del legame tra persone e animali: in due anni l’ambulatorio LAV di Roma ha effettuato oltre 2.300 visite e aiutato più di 500 persone in condizioni di fragilità sociale
Garantire cure veterinarie agli animali significa, in molti casi, sostenere anche le persone che vivono con loro. È questo il principio alla base dell’ambulatorio sociale veterinario gestito dalla LAV a Roma, che ha raggiunto i due anni di attività. Il progetto, realizzato in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, offre assistenza gratuita a cani e gatti appartenenti a nuclei familiari che attraversano situazioni di fragilità economica e sociale.
Cosa leggerai nell'articolo:
- Che cos’è la veterinaria sociale e perché è importante?
- Quanti animali sono stati curati dall’ambulatorio LAV di Roma?
- Quali cure vengono offerte agli animali in condizioni di fragilità?
- Quante persone hanno beneficiato del servizio nel 2026?
- In che modo la veterinaria sociale può prevenire l’abbandono degli animali?
- Perché il rapporto tra persone e animali è importante per il benessere sociale?
- Che cosa significa “One Health” nel rapporto tra salute umana e animale?
- Perché servono più servizi di veterinaria sociale?
La veterinaria sociale nasce dall’esigenza di garantire l’accesso alle cure veterinarie anche agli animali che vivono con persone che, per condizioni economiche o sociali, non riescono a sostenere integralmente i costi necessari alla loro salute.
Il problema non riguarda soltanto il benessere degli animali. Per molte persone, infatti, un cane o un gatto rappresenta una presenza affettiva fondamentale e costituisce parte integrante del nucleo familiare. Quando le risorse economiche diminuiscono, il rischio è che anche le cure dell’animale diventino difficili da sostenere, con possibili conseguenze sulla salute, sul benessere e sulla stessa possibilità di mantenere insieme la famiglia.
L’ambulatorio sociale veterinario LAV di Roma interviene proprio in questo spazio, offrendo prestazioni gratuite e contribuendo a preservare il rapporto tra le persone e i loro animali.
Quanti animali sono stati curati dall’ambulatorio LAV di Roma?
Nei primi due anni di attività l’ambulatorio ha preso in carico complessivamente 843 animali, dei quali 553 cani e 290 gatti. Nello stesso periodo sono state effettuate 2.315 visite veterinarie, 439 interventi chirurgici e 728 analisi ed esami.
Il progetto ha inoltre raggiunto 518 persone che vivono con i propri animali in condizioni di fragilità sociale, confermando come la veterinaria sociale possa rappresentare uno strumento di sostegno rivolto contemporaneamente alla salute animale e al benessere delle persone.
Quali cure vengono offerte agli animali in condizioni di fragilità?
L’attività dell’ambulatorio comprende visite veterinarie, esami diagnostici, interventi chirurgici e sterilizzazioni. Nel corso del 2026 sono stati eseguiti anche diversi interventi di ortopedia e un’uretrostomia, una procedura chirurgica utilizzata per consentire nuovamente il normale deflusso dell’urina in presenza di un’ostruzione del canale urinario.
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L’attività chirurgica non si limita quindi agli interventi di routine, ma comprende anche procedure necessarie per affrontare condizioni cliniche più complesse. La possibilità di accedere gratuitamente alle cure può diventare determinante nei casi in cui una famiglia non disponga delle risorse economiche necessarie per affrontare una situazione veterinaria imprevista.
Quante persone hanno beneficiato del servizio nel 2026?
Nel corso del 2026, secondo i dati forniti dalla LAV, l’ambulatorio ha effettuato finora 1.145 visite veterinarie, 200 interventi chirurgici, dei quali 132 sterilizzazioni, e 364 analisi ed esami.
Gli animali presi in carico sono stati 342, comprendendo 222 cani e 120 gatti, mentre le persone beneficiarie del progetto sono state 215. I numeri mostrano quindi una consistente attività di assistenza già nel corso dell’anno, in un servizio che unisce prevenzione, diagnosi, cura e sostegno sociale.
Le difficoltà economiche possono incidere sulla possibilità di garantire a un animale cure veterinarie adeguate. Una malattia, un intervento chirurgico o la necessità di esami diagnostici possono infatti comportare spese difficili da sostenere per una persona che vive già una condizione di fragilità.
La disponibilità di servizi veterinari sociali può contribuire a prevenire situazioni estreme, riducendo il rischio che le difficoltà economiche conducano alla rinuncia alle cure, all’abbandono o a condizioni di incuria. L’intervento precoce permette inoltre di affrontare alcune problematiche prima che possano aggravarsi e richiedere trattamenti ancora più complessi.
La tutela dell’animale diventa così anche una forma di tutela della relazione affettiva con la persona che se ne prende cura.
La relazione con un animale domestico può avere un valore particolarmente significativo per persone anziane, sole o che attraversano periodi di difficoltà. Il cane o il gatto non rappresenta necessariamente soltanto un animale da compagnia, ma può essere una presenza quotidiana, una fonte di affetto e una componente importante della vita familiare.
Per questo motivo, sostenere la permanenza dell’animale all’interno del nucleo familiare può assumere anche una dimensione sociale. L’intervento veterinario permette di affrontare il bisogno sanitario dell’animale senza ignorare le condizioni della persona che se ne prende cura.
La collaborazione tra LAV e Comunità di Sant’Egidio si inserisce proprio in questa prospettiva, con un programma di sostegno rivolto alle persone in condizioni di fragilità e ai loro animali.
Che cosa significa “One Health” nel rapporto tra salute umana e animale?
L’esperienza dell’ambulatorio sociale veterinario si collega anche al principio dell’One Health, secondo il quale la salute degli esseri umani, degli animali e dell’ambiente sono strettamente interconnesse.
Prendersi cura della salute di un animale significa infatti intervenire all’interno di un sistema più ampio nel quale il benessere dell’animale è legato a quello delle persone e dell’ambiente in cui entrambi vivono. La veterinaria sociale rappresenta, in questo senso, una concreta applicazione territoriale di una visione integrata della salute.
Garantire le cure necessarie a un cane o a un gatto può quindi contribuire contemporaneamente alla tutela del benessere animale, alla stabilità del nucleo familiare e alla prevenzione di situazioni di abbandono o maltrattamento.
I risultati raggiunti dall’ambulatorio romano evidenziano l’importanza di rafforzare le reti territoriali capaci di sostenere le persone che vivono con animali durante i periodi di maggiore difficoltà.
L’accesso alle cure veterinarie non dovrebbe diventare una scelta obbligata tra la tutela della propria sicurezza economica e la salute dell’animale considerato parte della famiglia. La presenza di strutture sociali e di reti di sostegno può contribuire a ridurre questa possibilità, permettendo di intervenire prima che una difficoltà economica si trasformi in una separazione o in una situazione di abbandono.
La veterinaria sociale si configura così non soltanto come uno strumento di assistenza sanitaria, ma anche come una forma di prevenzione e di tutela del legame tra persone e animali.
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