Celebrata ogni anno il 26 luglio, la Giornata Internazionale per la Conservazione dell’Ecosistema di Mangrovie richiama l’attenzione sul ruolo fondamentale delle foreste di mangrovie nella tutela delle coste, nella lotta ai cambiamenti climatici e nella salvaguardia di migliaia di specie. Nel 2026 la ricorrenza rappresenta un’occasione per analizzare lo stato globale di questi ecosistemi, le minacce ancora presenti e le strategie internazionali per favorirne il recupero
La Giornata Internazionale per la Conservazione dell’Ecosistema di Mangrovie si celebra il 26 luglio ed è stata istituita dall’UNESCO nel 2015 per aumentare la consapevolezza sull’importanza ecologica delle mangrovie e sulla necessità di proteggerle. Questi ambienti, situati nelle zone costiere tropicali e subtropicali del Pianeta, rappresentano uno degli ecosistemi più preziosi e allo stesso tempo più vulnerabili della Terra.
Le mangrovie sono foreste adattate a condizioni estreme, capaci di vivere tra acqua dolce e acqua salata grazie a particolari adattamenti biologici. Le loro radici intrecciate stabilizzano i sedimenti, riducono l’erosione costiera e creano habitat fondamentali per pesci, molluschi, uccelli e numerose altre specie.
Nel contesto della crisi climatica globale, la conservazione delle mangrovie assume un valore strategico perché questi ecosistemi svolgono un ruolo rilevante nell’assorbimento dell’anidride carbonica e nella protezione delle comunità costiere dagli eventi meteorologici estremi.
Cosa leggerai nell'articolo:
- Cosa sono le mangrovie e dove si trovano nel mondo
- Perché sono fondamentali per mitigare gli effetti del cambiamento climatico
- Lo stato della conservazione delle mangrovie nel mondo
- Quali minacce mettono maggiormente a rischio gli ecosistemi di mangrovie
- Quali soluzioni possono favorire il recupero delle mangrovie
- La Giornata Internazionale per la Conservazione dell’Ecosistema di Mangrovie 2026: un’occasione per ripensare il rapporto con le coste
Cosa sono le mangrovie e dove si trovano nel mondo
Le mangrovie sono formazioni forestali composte da diverse specie di alberi e arbusti capaci di crescere in ambienti costieri caratterizzati da elevata salinità, maree periodiche e terreni poveri di ossigeno.
Sono presenti soprattutto nelle regioni tropicali dell’Asia, dell’Africa, dell’America centrale e meridionale e dell’Oceania. Secondo le stime della comunità scientifica, le mangrovie occupano circa 147.000 chilometri quadrati lungo le coste di oltre cento Paesi.
Questi ecosistemi costituiscono una fascia naturale di protezione tra terra e mare. Le loro strutture radicali rallentano la forza delle onde e delle correnti, contribuendo a ridurre gli effetti di tsunami, tempeste tropicali e innalzamento del livello del mare.
Perché sono fondamentali per mitigare gli effetti del cambiamento climatico
Le foreste di mangrovie sono considerate tra i più importanti ecosistemi per il cosiddetto “carbonio blu”, cioè il carbonio catturato e conservato dagli ecosistemi marini e costieri.
La loro capacità di immagazzinare carbonio è particolarmente elevata perché una parte significativa della CO₂ assorbita viene trattenuta nei sedimenti profondi per centinaia o migliaia di anni. Secondo numerosi studi scientifici, a parità di superficie le mangrovie possono sequestrare quantità di carbonio molto superiori rispetto a molte foreste terrestri.
La distruzione di questi ambienti, invece, provoca il rilascio nell’atmosfera del carbonio accumulato nei suoli, trasformando un importante alleato contro il riscaldamento globale in una fonte di emissioni.
Lo stato della conservazione delle mangrovie nel mondo
Negli ultimi decenni le mangrovie hanno subito una forte riduzione a causa della conversione delle coste per attività agricole, allevamenti intensivi di gamberetti, urbanizzazione, inquinamento e cambiamenti climatici.
Secondo il rapporto “The State of the World’s Mangroves 2024”, pubblicato dalla Global Mangrove Alliance, negli ultimi decenni il ritmo globale di perdita delle mangrovie è rallentato rispetto al passato, ma la situazione rimane critica. Le stime indicano che dal 1996 al 2020 il Pianeta ha perso circa il 5% della superficie totale di mangrovie, pari a oltre 7.000 chilometri quadrati.
Lo stesso rapporto evidenzia anche segnali positivi: numerosi programmi di conservazione e ripristino stanno permettendo il recupero di alcune aree degradate. La protezione legale degli habitat costieri, il coinvolgimento delle comunità locali e i progetti di riforestazione stanno contribuendo a invertire alcune tendenze negative.
La Global Mangrove Alliance ha fissato l’obiettivo di aumentare del 20% l’estensione globale delle mangrovie entro il 2030 rispetto ai livelli storici recenti, attraverso interventi di tutela, ripristino ecologico e gestione sostenibile delle coste.
Quali minacce mettono maggiormente a rischio gli ecosistemi di mangrovie
La principale minaccia per le mangrovie si trova nella trasformazione delle aree costiere. In molte regioni del mondo queste foreste sono state eliminate per lasciare spazio ad allevamenti di acquacoltura, infrastrutture turistiche, porti e insediamenti urbani.
Un altro problema crescente si riscontra nell’aumento della temperatura degli oceani e dall’innalzamento del livello del mare. Le mangrovie possiedono una straordinaria capacità di adattamento, ma il rapido cambiamento delle condizioni ambientali può superare la loro capacità naturale di rigenerazione.
Anche l’inquinamento da plastica, sostanze chimiche e scarichi urbani compromette la salute di questi ecosistemi, alterando gli equilibri biologici e riducendo la qualità degli habitat.
Quali soluzioni possono favorire il recupero delle mangrovie
Le mangrovie sono considerate vere e proprie “città naturali” perché ospitano una grande varietà di organismi. Le radici sommerse offrono rifugio ai giovani esemplari di molte specie marine, contribuendo al mantenimento delle popolazioni ittiche.
La conservazione di questi ecosistemi richiede un approccio integrato che unisca ricerca scientifica, politiche ambientali e partecipazione delle comunità locali.
Il ripristino ecologico non consiste semplicemente nel piantare nuovi alberi, ma nel ricreare le condizioni naturali che permettono alle mangrovie di rigenerarsi autonomamente. Per questo motivo gli interventi più efficaci tengono conto delle dinamiche delle maree, della qualità dell’acqua e delle caratteristiche del territorio.
Anche la tutela delle aree ancora intatte rappresenta una priorità: conservare una foresta di mangrovie esistente è spesso più efficace ed economico rispetto al tentativo di ricostruirla dopo la distruzione.
La Giornata Internazionale per la Conservazione dell’Ecosistema di Mangrovie 2026: un’occasione per ripensare il rapporto con le coste
La Giornata Internazionale per la Conservazione dell’Ecosistema di Mangrovie 2026 invita a considerare le coste non come semplici spazi da sfruttare, ma come sistemi viventi da proteggere.
In un’epoca segnata dalla crisi climatica e dalla perdita di biodiversità, le mangrovie rappresentano un esempio concreto di come la natura possa offrire soluzioni efficaci ai problemi ambientali contemporanei. La loro conservazione significa difendere il clima, proteggere le comunità costiere e mantenere gli equilibri ecologici del Pianeta.
La sfida dei prossimi anni sarà trasformare gli impegni internazionali in azioni concrete, garantendo che questi straordinari ecosistemi possano continuare a svolgere il loro ruolo fondamentale.

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