Bioedilizia con i mattoni di funghi
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Bioedilizia con i mattoni di funghi: l’innovazione verde che trasforma gli scarti in abitazioni

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Nei cantieri del futuro, abitare una casa fatta di funghi potrebbe essere un obiettivo tangibile. I mattoni fungini — realizzati con il micelio delle radici fungine — rappresentano una tra le più promettenti frontiere della bioedilizia, capace di coniugare sostenibilità, efficienza energetica e rispetto per l’ambiente

Negli ultimi anni, la bioedilizia ha iniziato a guardare oltre i materiali tradizionali, esplorando soluzioni che uniscono innovazione e sostenibilità. Tra queste, i mattoni di funghi emergono come una delle frontiere più promettenti: realizzati a partire dal micelio, il “corpo vegetativo” dei funghi, e da scarti agricoli, offrono un’alternativa ecologica e biodegradabile ai laterizi convenzionali.

Cosa sono i mattoni di funghi

I mattoni di funghi (o “mycelium bricks”, in inglese) sono materiali da costruzione realizzati utilizzando il micelio, cioè la rete di filamenti con cui i funghi colonizzano il suolo o materiale organico. Nel processo di produzione, scarti agricoli come segatura, paglia o bucce vegetali vengono inoculati con spore fungine: il micelio cresce in queste materie, le lega in una massa compatta e organica, poi il composto viene posto in stampi con la forma desiderata.

Una volta sviluppata la colonizzazione fungina, il blocco viene essiccato o trattato termicamente: questo intervento arresta la crescita del fungo e consolida la struttura, dando vita a un mattone solido, leggero, e — al termine del suo ciclo di vita — biodegradabile.

Canapa: una risorsa ecologica per il futuro 

L’idea non è recente: già nel 2014 lo stabile sperimentale Hy-Fi, installato nel cortile del museo MoMA PS1 a New York, è stato costruito con migliaia di mattoni a base di micelio e residui vegetali, come le bucce di mais. Quel prototipo è servito a dimostrare la validità dell’approccio biologico in architettura.

La versatilità del micelio come “collante” naturale consente di modellare i mattoni in forme e dimensioni personalizzate, variando densità, spessore e proprietà in funzione del substrato e delle specie fungine impiegate.

Benefici dei mattoni fungini

I vantaggi dei mattoni fungini sono molteplici, a partire dall’impatto ambientale sensibilmente inferiore rispetto ai materiali tradizionali. Poiché crescono su scarti agricoli, evitano l’estrazione di nuove materie prime e riducono i rifiuti, contribuendo a un’economia circolare. Inoltre la loro produzione richiede molta meno energia rispetto alla cottura di laterizi o alla produzione del cemento, rendendoli un’opzione ecologica e a basso impatto.

Un altro pregio importante è la capacità isolante del micelio: i mattoni fungini offrono ottime proprietà termiche e acustiche, rendendo gli ambienti interni più confortevoli e riducendo la necessità di sistemi aggiuntivi di isolamento.
Dal punto di vista della salute dell’ambiente domestico, questi materiali risultano atossici, e non rilasciano sostanze chimiche nocive, un aspetto rilevante rispetto a molte alternative sintetiche.

La biodegradabilità rappresenta un forte punto a favore: una volta dismesso l’edificio o allargando la costruzione, i mattoni possono essere compostati oppure riutilizzati come materia organica, chiudendo così un ciclo virtuoso fra costruzione e rinascita naturale.

È però importante tenere presente che, allo stato attuale, i mattoni fungini risultano adatti soprattutto per strutture non portanti o per elementi di isolamento e tamponamento: la resistenza meccanica, pur migliorata rispetto a miscele “grezze”, rimane inferiore ai materiali tradizionali per carichi molto gravosi.

Un’architettura che respira: verso un futuro più sostenibile

L’impiego del micelio come materiale da costruzione rappresenta una rivoluzione nella bioedilizia. I mattoni fungini incarnano un’idea profondamente diversa di abitare: non più edifici statici realizzati con materiali estratti e inquinanti, ma strutture viventi — o meglio: precedentemente viventi — che nascono da “scarti”, restituiscono materia al suolo, e rispettano i cicli naturali. In un momento storico in cui l’edilizia tradizionale — basata su cemento, calcestruzzo e laterizi — è responsabile di una quota significativa delle emissioni globali di CO₂, questi materiali offrono un’alternativa concreta e coerente con gli obiettivi di sostenibilità.

Come scegliere i migliori materiali per la bioedilizia 

Oltre all’aspetto ambientale, l’adozione di mattoni fungini apre nuove strade progettuali: con la modularità e la possibilità di personalizzare forma, densità e isolamento, architetti e designer possono reinventare spazi abitativi e urbani seguendo principi di economia circolare, comfort ambientale, salute e leggerezza.

Nel frattempo, la ricerca scientifica continua a evolversi: miglioramenti nella stabilità, nella resistenza meccanica e nella durabilità rendono sempre più concreta la possibilità che, in futuro, le costruzioni con materiali miceliari possano competere anche in contesti tradizionali, integrando estetica, efficacia strutturale e rispetto per la Terra.

I mattoni di funghi non sono solo un’innovazione tecnica. Sono un cambiamento di paradigma: un modo di costruire che rispetta la vita terrestre, trasforma rifiuti in risorse, e reinventa l’abitare come gesto consapevole verso il Pianeta.

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