Una rilettura intensa e attualissima della figura di San Francesco d’Assisi, interpretato non come icona edulcorata della spiritualità, ma come un rivoluzionario radicale capace di mettere in crisi il potere, l’economia e il rapporto dell’uomo con la natura
Nel libro Il folle di Dio. Storia di San Francesco d’Assisi, Vittorino Andreoli offre una lettura profondamente umana e disturbante del santo più amato della cristianità. Lontano dall’immagine rassicurante e quasi infantile del “poverello”, Andreoli restituisce un Francesco spiazzante, eversivo, capace di rompere con ogni logica sociale, economica e culturale del suo tempo.
La follia evocata nel titolo non è patologia, ma scelta radicale di libertà, una forma di lucidità estrema che mette a nudo le contraddizioni della società.
Andreoli, Psichiatra e intellettuale, utilizza la sua competenza per indagare il confine tra normalità e follia, mostrando come Francesco venga percepito come folle perché rifiuta il potere, il denaro e il possesso, elementi che allora come oggi definiscono il successo umano. È una follia che smaschera la vera alienazione: quella di un mondo che ha perso il senso del limite.
Cosa leggerai nell'articolo:
Il rapporto di San Francesco d’Assisi con la natura
Dal punto di vista ambientale, il libro assume un valore straordinario. Andreoli mette in luce come il rapporto di Francesco con la natura sia ontologico. Il santo non “ama” la natura dall’esterno, bensì si riconosce come parte integrante del creato. Il Cantico delle Creature non è una metafora, ma una dichiarazione di appartenenza, in cui ogni elemento naturale è fratello o sorella, non risorsa da sfruttare.
San Francesco d’Assisi: il Santo ecologista portavoce dell’amore incondizionato
Questa visione risuona con forza nel dibattito ecologico contemporaneo. Francesco non parla di sostenibilità in senso moderno, ma incarna una forma di ecologia profonda, in cui il rispetto per la Terra nasce dal rifiuto del dominio. Andreoli evidenzia come questa postura sia oggi più che mai rivoluzionaria, in un’epoca segnata dall’estrattivismo, dal consumo compulsivo e dalla mercificazione della vita.
La povertà come atto politico e ambientale
Uno degli aspetti più potenti del libro è l’interpretazione della povertà francescana come gesto politico. Andreoli mostra come la rinuncia al possesso non sia solo spirituale, ma anche sociale e ambientale. Rinunciare ad accumulare significa interrompere la catena dello sfruttamento, ridurre l’impatto sull’ambiente, sottrarsi alla logica predatoria che distrugge ecosistemi e comunità.
In questa chiave, San Francesco appare come un precursore inconsapevole delle attuali critiche al modello economico dominante. La sua scelta di vivere senza proprietà mette in discussione l’idea stessa di progresso, aprendo a una concezione della vita fondata sull’essenzialità, sulla relazione e sulla cura.
La “follia” di San Francesco come risposta alla crisi del mondo moderno
Andreoli compie un’operazione fortemente intellettuale: usa San Francesco per parlare dell’uomo contemporaneo. La follia di Francesco diventa uno specchio in cui si riflette la nostra incapacità di rinunciare, di fermarci, di ascoltare. In un mondo che corre verso il collasso climatico ed emotivo, la radicalità francescana appare come un’alternativa possibile, ma scomoda.
Libri consigliati. Francesco – Il primo italiano di Aldo Cazzullo
Il libro suggerisce implicitamente che la vera follia oggi sia continuare a vivere come se le risorse fossero infinite, come se la natura fosse un oggetto e non una relazione. Francesco, nel suo apparente eccesso, rappresenta invece una misura diversa, più umana, più ecologica.
Perché leggere questo libro oggi
Il folle di Dio non è solo una biografia spirituale, ma un testo che interroga profondamente il nostro tempo. È una lettura preziosa per chi si occupa di ambiente, etica, spiritualità e critica sociale. Andreoli riesce a rendere San Francesco incredibilmente attuale, sottraendolo alla retorica e restituendolo alla sua forza originaria.
In un’epoca segnata dalla crisi climatica e dalla perdita di senso, questo libro invita a riconsiderare ciò che definiamo normalità, successo e benessere. E lo fa attraverso una figura che, otto secoli dopo, continua a disturbare le coscienze.
[Cover Image generata da AI]

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