Il legno lamellare viene sempre più spesso presentato come materiale sostenibile e innovativo. Tra reali benefici ambientali, prestazioni tecniche e narrazioni di marketing, il suo utilizzo solleva interrogativi che meritano un’analisi basata su dati e ricerca scientifica
Negli ultimi anni il legno lamellare ha conquistato un ruolo di primo piano nel settore delle costruzioni, complice la crescente attenzione verso materiali a basso impatto ambientale e soluzioni alternative al cemento e all’acciaio.
La sua diffusione è spesso accompagnata da un linguaggio che richiama la sostenibilità e l’innovazione green, ma la valutazione della sua reale impronta ecologica richiede uno sguardo più ampio, che tenga conto dell’intero ciclo di vita del materiale, dei processi produttivi e delle prestazioni strutturali nel tempo.
Cosa leggerai nell'articolo:
Cos’è il legno lamellare e come viene prodotto
Il legno lamellare è un materiale strutturale ottenuto dall’incollaggio di più lamelle di legno massiccio, disposte con le fibre orientate nella stessa direzione. Questo processo consente di selezionare e combinare elementi con caratteristiche meccaniche omogenee, riducendo la presenza di difetti naturali come nodi o fessurazioni.
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La produzione industriale prevede fasi di essiccazione controllata, incollaggio con adesivi strutturali e pressatura, elementi che incidono sia sulle prestazioni finali sia sul bilancio energetico complessivo del prodotto.
È davvero ecologico?
Dal punto di vista ambientale, il legno lamellare beneficia del fatto che il legno è una risorsa rinnovabile e capace di immagazzinare anidride carbonica per tutta la durata del suo utilizzo. Studi di Life Cycle Assessment evidenziano come, se proveniente da foreste gestite in modo sostenibile, il legno lamellare presenti un’impronta di carbonio inferiore rispetto ai materiali tradizionali da costruzione.
Tuttavia, l’uso di colle sintetiche e l’energia necessaria per la lavorazione industriale introducono elementi di complessità che ridimensionano una visione semplicistica del materiale come totalmente “naturale”.
Resistenza all’umidità
Uno degli aspetti più discussi riguarda il comportamento del legno lamellare in presenza di umidità. Grazie alla riduzione dell’umidità interna durante la fase di essiccazione e alla struttura composita delle lamelle incollate, questo materiale risulta meno soggetto a deformazioni rispetto al legno massiccio.
Se progettato e protetto correttamente, il legno lamellare mostra una buona resistenza all’umidità ambientale, mantenendo stabilità dimensionale anche in condizioni climatiche variabili. Rimane comunque essenziale una progettazione attenta dei dettagli costruttivi, per evitare ristagni d’acqua e fenomeni di degrado nel lungo periodo.
Il legno lamellare è più stabile del legno tradizionale?
La maggiore stabilità del legno lamellare rispetto al legno tradizionale è uno dei motivi principali del suo successo. L’assemblaggio di lamelle selezionate e incollate consente di distribuire in modo uniforme le tensioni interne, riducendo il rischio di imbarcamenti e fessurazioni.
Questo comportamento prevedibile lo rende particolarmente adatto a strutture di grandi luci e a edifici in cui la precisione costruttiva è un requisito fondamentale, offrendo prestazioni meccaniche più costanti rispetto al legno massiccio non ingegnerizzato.
Meglio l’acciaio o il legno lamellare? Confronto tra materiali strutturali
Il confronto tra acciaio e legno lamellare non può essere ridotto a una semplice contrapposizione. L’acciaio garantisce resistenza meccanica elevata e durabilità, ma presenta un grande costo energetico di produzione e un’impronta ambientale significativa.
Il legno lamellare, pur offrendo resistenze inferiori in termini assoluti, compensa con un peso ridotto, una migliore prestazione sismica e un impatto ambientale generalmente più contenuto.
La scelta tra i due materiali dipende quindi dal contesto progettuale, dalle prestazioni richieste e dagli obiettivi di sostenibilità dell’intervento.
Moda green o soluzione tecnologica matura?
Definire il legno lamellare una semplice moda green rischia di semplificare eccessivamente una realtà più articolata. Si tratta di un materiale che nasce da decenni di ricerca ingegneristica e che oggi trova applicazione in edifici complessi e infrastrutture di rilievo.
Allo stesso tempo, la sua narrazione come soluzione universalmente ecologica deve essere supportata da scelte responsabili lungo tutta la filiera, dalla gestione forestale alla progettazione architettonica.
Il legno lamellare rappresenta quindi una risposta concreta alle esigenze di un’edilizia più sostenibile, ma non è privo di criticità. La sua efficacia ambientale e strutturale dipende dalla qualità dei processi produttivi, dalla progettazione e dal contesto di utilizzo.
Più che una moda, appare come uno strumento tecnologico maturo, capace di contribuire alla transizione ecologica se inserito in una visione consapevole e scientificamente fondata.

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